Dati e analisi sulla qualità delle acque interne

WaterSense
Stazione WaterSense che monitora un fiume
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Monitoraggio della qualità dell’acqua

Come proteggere le prese d’acqua superficiale con dati in tempo reale

L’esperienza del sistema WaterSense e del progetto pilota realizzato con MPWiK Wrocław.

WaterSense x MPWiK Wrocław6 min di lettura

Le prese d’acqua superficiale sono esposte a eventi che non possono essere previsti basandosi solo su campionamenti periodici.

Uno scarico industriale, il deflusso dopo piogge intense, un guasto nel bacino o una rapida proliferazione algale possono modificare la qualità dell’acqua tra un prelievo e l’altro. I risultati di laboratorio restano indispensabili, ma descrivono un singolo momento. La protezione operativa richiede anche informazioni continue sulla direzione e sulla velocità del cambiamento.

Il massimo valore nasce dall’unione di misure sul campo, dati storici e contesto locale della presa. Il sistema non dovrebbe limitarsi al valore attuale, ma riconoscere le anomalie, indicare dove e quando si verificano e valutare il possibile impatto sulle operazioni. Il monitoraggio diventa così uno strumento per sale operative, tecnologi e squadre sul campo.

Dal campione al controllo continuo

Misure attive 24 ore su 24

WaterSense realizza questo modello con stazioni autonome e la piattaforma WaterMap. Le stazioni operano 24/7, possono trasmettere dati ogni dieci minuti in base alla configurazione e monitorare oltre 25 parametri di qualità dell’acqua.

Tra questi figurano pH, conducibilità, temperatura, ossigeno disciolto, torbidità, assorbanza UV254, COD, TOC, salinità, cloruri, nitrati, clorofilla-a, ficocianina e segnali associati a sostanze derivate dal petrolio. La struttura modulare permette di adattare le misure al rischio di ogni presa.

Dati che guidano le decisioni

Dalla lettura alla risposta operativa

WaterMap presenta i dati di più punti su un’unica mappa, insieme a serie storiche, soglie di allarme e notifiche di anomalie. L’operatore vede non solo un singolo valore, ma anche l’andamento, le relazioni tra parametri e il movimento di un fenomeno nel fiume o nel bacino.

Può così richiedere prima un controllo sul campo, modificare la frequenza dei campionamenti, preparare il trattamento o limitare temporaneamente il prelievo. L’analisi del rischio combina misure, soglie definite, posizione delle potenziali minacce e tempo di percorrenza dell’acqua.

L’allarme assume quindi un significato operativo: indica non solo se un parametro esce dall’intervallo abituale, ma anche se l’evento può raggiungere la presa e quando sarà necessario intervenire.

Progetto pilota con MPWiK Wrocław

Tecnologia verificata sul campo

Un progetto pilota WaterSense realizzato con MPWiK Wrocław ha messo alla prova questo approccio. Le stazioni autonome hanno fornito misure regolari, mentre WaterMap ha organizzato i dati in un’unica vista, facilitando l’analisi degli andamenti e una valutazione più rapida.

L’unione di monitoraggio continuo, allarmi e contesto locale offre ai team operativi più tempo per verificare l’evento e preparare la risposta corretta. Passare da un risultato isolato a una visione aggiornata dell’intero sistema rafforza la protezione della presa.

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